Il problema
Le campagne erano attive, ma tracciamento, connessioni al CRM e targeting non avevano tenuto il passo. Nessuno vedeva quali campagne producevano pipeline reale e le piattaforme non sapevano quali lead diventavano clienti.
Cosa abbiamo scoperto
- La qualità dei lead si giudicava nelle piattaforme, non nel CRM
- Pagine generiche ricevevano traffico search ad alto intento
- Il targeting seguiva le ipotesi di lancio invece degli acquirenti che convertivano davvero
Strategia
Rendere i paid media responsabili della pipeline, non dei clic, senza fermare le campagne attive. I messaggi sono stati testati per audience; il vincitore presentava un’audience specialistica come protagonista del cambiamento dell’IA.
Cosa abbiamo implementato
- Misurazione ricostruita: form, CRM e piattaforme collegati, così il percorso di ogni lead fino al contratto torna a Google e LinkedIn
- Acquirente definito: un profilo cliente ideale dai contratti chiusi (grandi aziende, livello manager e superiore, settori prioritari)
- Costruito per convertire: landing page dedicate al posto delle pagine generiche e taglio del traffico search a basso intento
- Decidono i dati: ogni test parte da un’ipotesi e da una metrica, e le campagne si verificano prima di attivare il budget
Risultati
- 51% di costo per lead in meno, con volumi stabili
- 9 su 10 lead conformi allo standard di qualità del cliente, verificati nel CRM
- 77% dei lead qualificati da search arriva da landing page dedicate
- 100% dei lead paid tracciabili dal primo contatto al contratto
- 0.77% di CTR su LinkedIn, sopra il limite massimo previsto da LinkedIn
Impatto sul business
Un’unica definizione di qualità dei lead, verificata nel CRM, guida ora il targeting su ogni canale e le offerte imparano dai ricavi reali invece che dai form.
Cosa è successo dopo
Il messaggio vincente è diventato il modello per i programmi del cliente in altre due funzioni aziendali.
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